.. cadremo ballando-o-o..”

In realtà sono caduta sulla scala di casa, di kiul. E solo su tre gradini.

Ma ne ho fatti di danni. E si conferma la mia caratteristica: se devo fare qualcosa, la faccio bene altrimenti non la faccio (come mi hanno ripetuto allo sfinimento i miei genitori. Ed io, pirla ad inseguire la perfezione. Bastava dicessi “Ok, allora non lo faccio”. Quanti anni di sofferenze mi sarei risparmiata)

Fratture a vari ossicini della caviglia +Frattura del piatto tibiale + Frattura del perone.

Praticamente come se fossi caduta sciando. E pensare che non mi metto gli sci ai piedi per paura di farmi male!

Dal 18 Aprile sono in stato di quasi immobilità. Quasi, perché in realtà cammino e faccio le scale. Ma non dovrei, lo so.

Oggi sono tornata in ufficio. Il mio capo aveva un sorriso da orecchio ad orecchio. Mi ha presentato un crono programma sulle attività urgenti da svolgere. Sono già in ritardo di un giorno, perché lui ha sbagliato i conti e pensava tornassi ieri. Ma vuoi modificare il file?! Giammai! Pedalare!!!!

La prima settimana avevo il martirio a casa perché i miei genitori erano in ferie. Per fortuna è arrivato il lunedì e quindi il mio lui è tornato a lavorare.

Sono ingrata, ma cavolo come è riuscito a farmi girare le balle! Se ti dico la sequenza su come fare qualcosa, seguila. Ma figuriamoci, lui non si fida (di me!!!!) o vuole sperimentare. Ma cass, sperimenta un’altra volta, non alle 8.30 di sera con i bimbi che ululano di fame e sono intrattabili.

Niente da fare.

Sono cosciente che ho grossi problemi a mollare il timone. Ma non ho creato questa situazione da sola. Almeno si è reso conto cosa significa stare dietro a più cose. L’ho fotografato mentre giaceva esausto sulla poltrona. Ed era solo mezzogiorno.

Una sera gli chiedo se è stanco e lui “bhè, sì. Vedi tu, star dietro ai bimbi, preparare i pasti, i cani…”

“Ecco, a questa stanchezza aggiungi otto ore in ufficio e avrai la mia giornata tipo!”

Ho imparato che su alcune cose si può soprassedere, ma su altre non cambio idea.

Per fortuna non devo operarmi. Sarà una cosa lunga. E poco si può fare. Pazienza.

Diciamo che l’ho presa come un momento di stop, riprendiamo fiato. Visto che da molti mesi giravo come una trottola impazzita, Qualcuno lassù avrà detto “Ok, se non vuoi fermarti tu, ghe pensi mi!”

Ora il mio obiettivo è riuscire ad andare a Praga. Dal 18 al 20 giugno. I dottori sono molto fiduciosi, quindi voglio crederci.IMG_20160418_180348[1]

Dopo 2 settimane

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Ma la cosa più scocciante sono le punture di Eparina.

Dopo aver spiegato al martirio come farle, iniziamo. Un male cane. Sento l’iniezione, ematomi e quasi lacrime.

“Amore mio, ma la fai tenendo la siringa perpendicolare” Non ho il coraggio di guardare quando la fa.

“Ma certo tesoro caro!”

Dopo una decina di punture, apro mezzo occhio mentre la sta facendo e vedo che la siringa è inclinata male.

“Ma amore mio meraviglioso, non stai tenendo la siringa perpendicolare!”

“Ma certo che è perpendicolare. Guarda qua, è a 90° rispetto il pavimento!”

“Defisciente! Devi tenerla perpendicolare alla mia panza, rispetto al punto dove farai l’iniezione!”

Dopo questo simpatico siparietto, le cose sono andate meglio. Anche se il liquido continua ancora a bruciare e il martirio non è del tutto convinto in merito alla perpendicolarità della siringa.