Il Natale che vorrei…

Svegliarsi con calma il 25, sperando che anche S sia d’accordo, e non mi butti giù alle 6 del mattino, ullulando “mamma fame e Snoopy”. Cioè, madre nutrimi e dopo andiamo a vederci il film di Snoopy che, per carità, è proprio un bel cartone, ma alle 6.30 am vorrei dormire.

Fare colazione e quando anche N si unisce a noi, andare a vedere se Babbo Natale ha lasciato qualcosa. Mentre sento N alzarsi, cercare di capire, anche solo dal modo in cui apre la porta di camera sua, se le congiunture astrali sono favorevoli, oppure c’è Saturno contro.

Cercare di fissare nella memoria la gioia, lo stupore e le bocche spalancate dei bimbi quando si accorgono dei regali sotto l’albero.

Inizia lo smistamento dei pacchi. Come ogni anno sono tanti ma mi giustifico pensando che, al di fuori del Natale e del compleanno, non gli prendo mai nulla.

Ovviamente S. vuole i regali di N. e viceversa. Caccia alle batterie per mettere in funzione i vari giocattoli. Il martirio che si diverte come un bimbo a capire il funzionamento e a fare le prove con i due briganti. Le lucine accese anche se è giorno, i biscotti ai cani, perché è Natale anche per loro. Messaggi e telefonate.

Trovarsi a pranzo con la voglia di ridere e stare insieme.

I bimbi a nanna, o almeno uno a nanna ed uno davanti ad un film. Due coccole al martirio.

Cioccolata calda, passano i nonni per gli auguri. Arriva sera e, perché no, un idromassaggio tutti insieme. Cena, risate, qualche urlo, dai bimbi è ora di andare a letto.

Svenire sul cuscino e pensare che è stato un Natale magnifico.

E invece…

Sveglia alle 7, o anche prima. Prepara il necessario per il viaggio (in primis viveri per il viaggio e per i 2 gg da mia suocera: panini, frutta e verdura pronta da sgranocchiare, snack dolci e salati, succhi di frutta, acqua… 8 ore tra andata e ritorno non son proprio una passeggiata) verso le 7.30 inizio a buttare giù i bimbi dal letto, apertura dei regali, loro che vogliono giocare ed io che metto fretta perché se non partiamo entro le 9, col cavolo che a pranzo siamo lì. Vestizione, carica valige e bimbi in macchina, pianti ed urla perché vogliono portarsi i nuovi giocattoli. Io che mi inervosisco e mi parte la malinconia perché penso che non è così che vorrei passare il Natale. Sicuramente dimentico qualcosa, spero nulla di essenziale. Sono già le 9.10 e dobbiamo ancora uscire dal cancello di casa. Roby che mette il muso. Bon, chiudo tutto e via, prendo l’autostrada, piede sull’acceleratore e fissa sui 130, speriamo non ci sia nebbia. Silenzio in auto, i bimbi che si addormentano, Roby che si guarda il cellulare, io persa nei miei pensieri, e come ogni anno, mi chiedo perché.

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